di Cristiano Lifrieri

Desta rabbia il comunicato della nota compagnia aerea low cost britannica EasyJet riguardante la Calabria: “Questa regione soffre di un’evidente assenza di turisti a causa della sua storia di attività mafiosa e di terremoti”. Una frase che tutto fa, tranne che effettivamente pubblicizzare e rendere omaggio una regione molto più vittima della mafia che mafiosa. Non sono mancate le reazioni, fra tutte quelle del Ministro per il Sud Giuseppe Provenzano che attraverso il suo profilo Twitter ha scritto: “Easyjet chieda scusa, alla Calabria e all’Italia. Non c’è altro da aggiungere”. Scuse che non sono tardate ad arrivare: EasyJet si scusa apertamente con tutti i calabresi e la Regione Calabria per la descrizione contenuta nella scheda informativa all’interno del sito. L’intento originale del testo era sottolineare quanto la Calabria sia sottovalutata all’estero da un punto di vista turistico”. Sono seguite proteste ed indignazione sui vari social. Frasi che hanno suscitato disprezzo e sgomento. Il Presidente della regione Calabria Jole Santelli ha commentato: “ La descrizione che Easyjet fa della Calabria è offensiva, distorta e dal chiaro sapore razzista. I calabresi meritano rispetto”. Continua Santelli: “prendiamo atto delle scuse pubbliche della compagnia, credo che il miglior modo per rimediare a tale gaffe sarebbe quello di incrementare i voli verso la Calabria”. Sgomento ed indignazione dunque nei confronti della compagnia britannica che a differenza dei calabresi più faziosi, hanno, seppur con toni forti ed in maniera decisamente fuori luogo, descritto una criticità da sempre presente sul territorio calabrese. Solo nella sibaritide negli ultimi due anni si sono registrati omicidi a grappoli e diverse sparizioni, tutte associate alla lupara bianca. Nel dicembre scorso, il procuratore della repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri, metteva in atto l’operazione - per molti definita la più grande di tutti i tempi dopo il maxi processo di Palermo - “Rinascita-Scott”, procedendo all’arresto di oltre 300 persone, tra i quali politici, avvocati, commercialisti e massoni (non solo calabresi). Recentemente, prima con l’operazione “Demetra” lungo la costa ionica e poi, proprio questa mattina tra Paola e Amantea, sono circa 70 gli uomini tratti in arresto per associazione per delinquere finalizzata all’intermediazione illecita e allo sfruttamento del lavoro, ovvero caporalato. Nel blitz di questa mattina è emerso come i lavoratori, originari del Bangladesh, fossero costretti a mangiare a terra a differenza degli italiani ai quali era consentito utilizzare quanto meno l’appoggio di un tavolo. L’immagine di una regione dove esistono ancora essere umani che ne schiavizzano altri, non è sicuramente la migliore che la nostra amata regione possa offrire agli occhi esterni, ma per la Santelli e per tantissimi calabresi oggi inferociti dalle frasi di “Easyjet”, si sa, fa più male una cattiva pubblicità che un pestaggio di dignità.