Di Cesare Mingrone 

Ci risiamo! La fascia jonica calabrese finisce ancora una volta sotto i colpi di una burrasca anomala. Già nel 2015, precisamente il 12 di agosto, l’allora città di Rossano era stata messa in ginocchio dalla caduta di una quantità straordinaria d’acqua piovana. Fango, detriti, fiumi esondati e tanti, tantissimi danni da quantizzare. Fortunatamente tutti ne uscirono indenni ma indelebili furono e continuano ad essere le cicatrici rimaste dentro alla popolazione.

La notte tra venerdì e sabato scorso ha riacceso in molti l’incubo di una nuova catastrofe. Piogge via via sempre più incontrollate, i primi centimetri d’acqua che iniziano ad accumularsi e la paura che tutto quanto passato cinque anni fa possa ripresentarsi. Come se non bastasse, anche il vento a fare da sfondo ed un mare sempre più ingrossato da far paura alle popolose contrade marinare dell’odierna città unica Corigliano Rossano.

Questa volta, però, a poterne fare le spese è un monumento del centro storico di Rossano. A subire i maggiori danni è stato il muro di cinta della chiesa bizantina intitolata a San Marco, risalente al IX – X secolo, situata su uno sperone tufaceo che sorge in testa all’omonimo rione.

Tanta paura ed anche due auto danneggiate dal crollo, con la strada che conduca alla famosa  “Fontana del Leone” invasa da numerosi massi.

Per “Grazia ricevuta”, ancora una volta nessuno si è fatto male ma la città di Corigliano Rossano potrebbe vedersi deturpato uno dei monumenti caratteristici dell’area urbana bizantina.