Ci risiamo. Schiavonea allagata, tra danni, paura e tanti disagi. Un film già visto, una situazione che metodicamente, da decenni, mette in ginocchio sia i residenti che gli organi competenti. Si resta sistematicamente impreparati, dinnanzi a quelle che sono calamità naturali d’accordo, ma che potrebbero, di certo, procurare meno danni di quanto provocano in queste circostanze. Da venerdì notte forte vento e copiose precipitazioni, ma a differenza di altrove, in alcuni punti è stata l’irruenza del mare a provocare ingenti danni. Il centro storico di Schiavonea completamente allagato, la piazzetta Portofino sommersa, con tanti problemi per i residenti. Frequentissime le interruzioni di energia elettrica, problema non da poco per i tanti anziani che vivono da soli. Strada piene d’acqua, rifiuti sparsi ovunque, un quadro desolante, che lascia tanta amarezza. Sparsi ovunque persino i resti delle potature di queste settimane. Quanto mai intempestivo lasciare di fianco gli alberi per tanti giorni i resti per strada, ma questa è decisamente un’altra storia.

Ancora è presto per la classica conta dei danni ma di certo in questa occasione ci saranno numeri decisamente negativi. È partito, sin da ieri mattina, il festival delle ovvietà, delle frasi fatte, tra accuse più o meno fondate e facce di bronzo brave, in queste emergenze a sventolare ricette magiche. Intanto, mentre sui social c’è chi è, anche in questa occasione, alla ricerca di visibilità e like, tra le vie allagate di Schiavonea c’è chi lotta con la sopravvivenza. Gente in precarie condizioni di salute che si è ritrovata senza l’energia elettrica, anziani bisognosi di cure e medicine senza alcun sostegno, sfortunati extracomunitari che da anni vivono in magazzini che lottano nei loro inumani ripari per salvare il salvabile. Gente che dorme su materassi adagiati a terra che ha visto entrare d’improvviso tantissima acqua. Scene mica da poco. L’emergenza più grande riguarda sempre i poveri senzatetto che vivono sulla spiaggia. In diversi lidi dismessi trovano riparo, anche in queste drammatiche giornate, numerosi sfortunati. Li abbiamo visti, con biciclette scassate e buste di plastica farsi largo tra l’acqua per scavalcare il lungomare e cercare rifugio tra le mura decrepite di lidi sgarrupati. Schiavonea, anno 2020