Segnali di rinascita nella frazione marinara. Jovanotti non c'entra nulla, ne tanto meno si intravedono segnali confortanti dall'amministrazione. Schiavonea riparte, per l'ormai prossima stagione estiva dalla buona volontà dei propri cittadini. Operatori turistici e commercianti a lavoro a buon ritmo, per presentarsi al meglio alle prime ondate di turisti e residenti vogliosi di godersi Schiavonea. Si lavora sodo sulla spiaggia, con i gestori dei lidi già a pieno regime. C'è chi ha già aperto i propri ristoranti, in piazzetta e non solo l'offerta è già completa. Così come sul resto del lungomare. Dal porto a contrada Fabrizio, nonostante i disagi, si respira aria di ospitalità. Altra nota altamente positiva, il lavoro delle varie associazioni e del mondo scolastico. Al mattino intere classi sono a spasso nel borgo antico, tra murales e reti da pesca spiegate nel funzionamento dagli stessi pescatori. Il pomeriggio c'è chi corre, chi va in bici, non mancano nemmeno le ormai arcinote partite di pallone interminabili disputate sulla spiaggia. Tante cartoline di un territorio da rivalutare, partendo proprio dall'entusiasmo e dal senso di appartenenza autoctono, da sempre molto presente. Le note dolenti sono le stesse da decenni. E non si contano purtroppo le promesse disattese dalla classe politica di turno. Nessuno escluso. Tombini e fetore, spiaggia in alcuni punti sporca, lampioni a terra e segnaletica arrugginita e pericolante. Ma nonostante questo Schiavonea, col passare degli anni, sta diventando una meta richiesta, con un'offerta gastronomica e sociale variegata. Locali di vario genere sono ormai prossimi all'apertura stagionale, Nicola in piazzetta è già partito con le famose pizzette, il “combattente” sul lungomare con i suoi soliti gelati doc. Ritrovi, abitudini, profumi e colori di un posto apprezzato nostalgicamente da chi è lontano , ma ormai anche dai residenti. Il mare. Chiazze marroni che arrivano puntuali sempre alla stessa ora, no non si può dire perché siamo prossimi all'estate. Non funziona così, ma lo diciamo chiaro e tondo, preferiamo guardare il bicchiere mezzo pieno, nonostante tutto.