il cane avvelenato 

 

Ci avviciniamo al periodo natalizio, ai buoni propositi. Ci auto convinciamo di essere tutti delle belle persone, di essere sempre pronti ad aiutare il prossimo. Tutte menzogne.

In realtà, siamo degli essere orribili, viviamo in un mondo pieno di crudeltà e vigliaccheria. Siamo tutti responsabili di quanto accaduto, complici di un sistema malvagio ed omertoso. Questa notte in c/da San Francesco, è stata barbaramente avvelenata una cagnolina meticcia di taglia media, alcuni residenti del posto provvedevano pure a sfamarla, ma tutto ciò non è bastato a salvarla. Qualche giustizialista indipendente ha pensato bene di incastrare la cagnolina con del cibo avvelenato, seviziandola in maniera disumana. Ci riempiamo la testa parlando di turismo, di accoglienza, ma in realtà forse abbiamo ciò che meritiamo: un paradiso naturale mal gestito, vuoto di anime e ricche di disumanità, sempre pronto ad allontanare tutti con questi gesti insensibili. Da questa mattina sul social con più iscritti, Facebook, spopola la foto della cagnolina priva di vita al suolo, tutti pieni di rabbia ed indignati, ma quanto durerà questo senso di risentimento? Come al solito poco, siamo certi che finirà presto tutto nel dimenticatoio, come al solito. Da anni sentiamo parlare di canile, di tavoli di confronto con le associazioni volontarie, di sterilizzazioni di massa, di cani quartieri, ma alla fine si trasforma tutto in fumo. Proprio appunto perche il problema principale forse non è il randagismo, ma una sotto cultura basata sulla prepotenza verso il più debole come in questo caso nei confronti di una “bestia” indifesa. Un sacco di studi scientifici sostengono che quasi il 70% dei criminali al mondo, ha iniziato la sua carriera uccidendo degli animali. Personalmente a differenza di moltissimi, faccio fatica a credere nella giustizia divina, spero pero in una giustizia terrestre e da parte delle autorità competenti. Corigliano Rossano, per chi non se ne fosse ancora accorto, è una città italiana, con un proprio regolamento ed un proprio codice penale, ed il maltrattamento degli animali è previsto dal codice con l’Art. 544-ter che recita testualmente: <<Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da 3 mesi a 18 mesi o con la multa da 5 000 euro a 30 000 euro>>; in particolare il secondo comma continua: << La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi>>. Chi sa qualcosa dunque, parli, denunci, leviamoci questo atteggiamento reticente e corrotto, o altrimenti sarà l’ennesima prova di essere un popolo a cui non interessa la crescita ed il futuro dei nostri figli, ma a cui piace continuare a vivere in un luogo selvaggio e primitivo.