in foto il prof. Giulio Iudicissa 

Donne
Mia madre e la sorella di mia madre, la nonna e sua sorella, infine, la bisnonna. Crebbi così, fino alla fanciullezza, con cinque donne attorno e fui felice. 
Vegliarono su di me e mi vollero bene oltre ogni misura, tanto che, ancora oggi, nell’oggi che più degli altri mestamente declina, non so chi me ne abbia voluto di più. Tutte mi diedero tutto. 
La scuola, più tardi, mi laureò, ma le virtù le appresi da loro. 
Mi insegnarono anche a pregare e con le stesse parole, ancora prego, le mani giunte rivolte al cielo.

in foto il prof. Giulio Iudicissa 

Equivoco
Dividere, oggi, l'umano consorzio in progressisti e tradizionalisti è operazione, spesso, culturalmente povera o, addirittura, insignificante. 
Una sana tendenza innovatrice e una corretta conservazione del patrimonio storico dovrebbero stare insieme, alimentarsi a vicenda, farsi compagnia, impedendo gli eccessi da una parte e dall'altra.
Quando ciò non avviene, prevalgono il demagogo e l’arrivista, che nulla hanno a che vedere con il vero progresso e con la calda tradizione.

in foto il prof. Giulio Iudicissa 

Inverno
Indossa un abito grigio il paese. Bagnate le vie, un poco di vento, fa freddo. 
È tornato l'inverno. 
Un anziano signore, avvolto nel nero mantello, il baffo importante, il bastone, il cappello, si ficca in una cantina, per bere un bicchiere di vino, di vino novello. 
L'inverno.  
Avevano un cuore le cose di un tempo ed anche le brutte un po' eran belle. 
L'inverno, di nuovo l'inverno. 
Il bastone finito nel fuoco, il cappello mangiato dal topo, distrutto dalle tarme il mantello, l’anziano signore col baffo, sotterra.
Avevano un cuore le cose d’un tempo ed anche le brutte un po’ eran belle.

in foto il Prf. Giulio Iudicissa 

La famiglia 
Nel paese che ormai più non c’è, sul far della sera, ogni casa si riempie della voce dell'uomo, che ha preso congedo dalla fatica. 
L’acqua già bolle sulla legna e il tocco del vespro chiama tutti a raccolta. 
Nella stanza l'arredo è scarno e la suppellettile assente, ma c’è la famiglia, che, se non è quella sacra, è, comunque, una famiglia.