in foto il prof. Gulio Iudicissa 

Nel pubblico e nel privato, in ambito religioso e civile, ricorrenze importanti e piccole quotidianità erano regolate da riti precisi e cadenzati. E tali riti assicuravano il perpetuarsi di quelle tradizioni, che, lentamente nei secoli, si erano formate.
Un giorno, poi, filosofie, psicopedagogie e teologie senza basamento decisero, in folle concorso, che i riti andavano aboliti, perché inutili orpelli. E così fu.
I riti caddero, ma con essi caddero la misura e l’ordine, cosicché ogni evento divenne, sì, più leggero, ma spesso anche banale, fino alla irrilevanza.