in foto il prof. Giulio Iudicissa 

Avevo otto anni, quando cominciai a fare il chierichetto.
Camice nero fino alla caviglia e cotta bianca, l'abito mi era stato cucito a casa con arte e devozione. Indossarlo mi rendeva contento, ma mi affaticava, perché ne sentivo la responsabilità. E, poi, c'era da ripetere tutto il rito in latino, sia pure in un latino pasticciato.
Andava bene così. Capivo poco, ma quel poco mi affascinava.