In foto il prof. Giulio Iudicissa 

Non andavo ancora a scuola, ma quei libri in bella mostra sui tre ripiani della “tagerina”, come si diceva nella parlata domestica, mi erano familiari.
Li sfogliavo quotidianamente e sulle loro illustrazioni fantasticavo.
A mia madre chiedevo mille cose e ponevo sempre nuovi perché. Non si risparmiava “mammina” e le parole sue, aderenti alla mia puerizia, entravano nel cuore e diventavano immagini.
Fu la mia prima maestra lei e, d’allora, mi rimase accanto, fino ai giorni della maturità classica.
Se dal Paradiso mi vede, ora sa che nulla ho dimenticato.