Una scuola 
Doppio turno, borsino marrone di cartone, banchetto stravecchio tarlato, pennino e calamaio. 
D’inverno è un po’ freddo e, insieme all’immancabile spiffero, c’è la solita gocciolina d’acqua che scende dal tetto. Una  lampadina, spoglia e solitaria, rischiara le giornate più buie.
Sul libro di letture, dalla copertina ocra e verde, imparo la prima poesiola: “Una goccia, o nuvoletta, sitibonda un fior gridò. Or non posso, ho troppa fretta, gli rispose e via passò...”
Sono gli anni cinquanta.
Mia madre, ancor giovane e bionda, mi aspetta a casa con la mantellina del color del cielo ... Domenica, farò un giro in vespa con mio padre. Che bello!