in foto Pasqualina Straface  ospite di Piazza Grande 

Il presidente del Movimento per il Territorio, l’ex sindaco di Corigliano Calabro, Pasqualina Straface, va all’attacco. Nel mirino l’attuale amministrazione della città di Corigliano Rossano. Senza troppi giri di parole la Straface, nel corso di un’intervista televisiva ha dichiarato: «Siamo in una fase di forte degrado politico e sociale. Il territorio è martoriato ed abbandonato. E non voglio sentire parlare di centro città e frazioni. Ogni cittadino deve avere pari diritti e doveri. Altro che interi quartieri completamente dimenticati. Devono essere garantiti sempre e comunque i servizi primari. Qui viviamo in un mondo parallelo. Da una parte la città annunciata da Stasi in campagna elettorale, tra sogni e magie, dall’altra quello che accade veramente. Altro che la città normale. Strade distrutte, zone al buio, degrado crescente, poca sicurezza e tanti disagi. Nessun programma, niente sguardi al futuro ma solo approssimazione amministrativa». Pasqualina Straface continua andando ad elencare tutta una serie di criticità evidenti che attualmente sono al centro delle rimostranze di gran parte di cittadinanza :«Gestione dei rifiuti, le luci della città, gli acquedotti, le pompe sul lungomare, ci sarebbe un elenco infinito da fare. Purtroppo questo nuovo corso è più vecchio del peggior vecchio, ed umanamente, lo devo dire, è servito solo per sfilacciare ancora di più i rapporti tra Corigliano e Rossano. C’è ancora più freddezza e distacco di quando eravamo comuni unici e lavoravamo in sinergia, tipo la mia esperienza da sindaco con l’allora primo cittadino rossanese prof.  Franco Filareto». Da presidente del Movimento del Territorio arrivano anche rimostranze a nome di tutti gli associati : «Siamo a decine, abbiamo formato un bel gruppo, ma purtroppo la nostra voglia di partecipare alla vita pubblica non è assolutamente ben vista. Vi spiego. Abbiamo inviato, tramite pec, mesi addietro, una missiva al sindaco, chiedendo un incontro per presentare tutte le nostre proposte nell’interesse esclusivo della collettività. Progetti, soluzioni, il tutto ovviamente in modo spontaneo. Ad oggi non abbiamo ricevuto nemmeno un cenno di risposta. Uno straccio di appuntamento. Questo non credo sia un bel modello di partecipazione da sbandierare».  Il finale dell’ex sindaco è dedicato all’emergenza sanitaria: «Chi amministra, in momenti come questi, dovrebbe dare l’esempio, con qualche slancio di generosità e solidarietà. Vedo associazioni, movimenti, la chiesa, la Caritas, lavorare duramente per venire incontro alle esigenze primarie di famiglie in difficoltà, di anziani soli. Occorrerebbe maggiore impegno anche da parte dell’ente, che tutto sommato ha molte più possibilità rispetto ai singoli privati».