Articolo di CESARE MINGRONE 

Con ogni probabilità, forse l’unica cosa quasi certa del momento, tutti i campionati dilettantistici – almeno fino alle seconda categoria, dato che hanno già preso il via - verranno portati a termine. Ignote, però, sono le modalità della conclusione. Di ipotesi ne sono state fatte tante, ma parecchi sono gli interrogativi :quando sarà possibile riprendere gli allenamenti? Quale la data di ripartenza? Quanti incontri infrasettimanali? Ad oggi tutto è ancora troppo prematuro. Bisognerà attendere dati incoraggianti nel post-festività per poter poi tracciare una strada da seguire.

Il consiglio direttivo della LND sta raccogliendo le proposte provenienti dei Comitati Regionali che, a loro volta, stanno ascoltando le diverse esigenze delle squadre. I tempi appaiono abbastanza stretti e sembra tener banco anche la preoccupazione per le troppe gare del mercoledì. Non ci si trova di fronte a professionisti e dunque, con i diversi impegni lavorativi, giocare durante la settimana potrebbe essere penalizzante per alcune formazioni, costrette magari a rinunciare ad elementi importanti   

L’ipotesi ad oggi più probabile sembra essere quella di disputa del solo girone d’andata, con poi l’appendice dei play off e play out allargati. In questo modo diminuirebbe il numero delle gare.

Di certo non tutte sarebbero favorevoli ad una soluzione del genere, ma appare scontato che non si potrebbe mai arrivare ad un accordo condiviso all’unanimità. Per il secondo anno di fila si assisterebbe a tornei “non regolari” rispetto a quanto siamo abituati a vedere, ma è pur vero che ci si trova in un contesto emergenziale dove si cerca di portare comunque a termine quanto già iniziato.

Discorso diverso è invece in riguardo al campionato di Terza Categoria, competizione praticamente bloccata sul nascere. Partirà, oppure verranno congelate tutte le iscrizioni e rinviato all’anno prossimo? Vedremo quali saranno i risvolti, ma a questo punto perché far iniziare qualcosa sapendo che non avrà una conclusione regolare?

A noi non ci resta che aspettare, sperando in un ritorno alla normalità nel più breve tempo possibile.