“PER AMORE, SOLO PER AMORE” di Cristiano Lifrieri

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Quando si uniscono poesia, letteratura, musica e posti incantevoli, il successo è quasi sempre garantito. Nel suggestivo piazzale del castello ducale di Corigliano Rossano, dedicato a Mario Candido, domenica 25 Agosto “Gli amici dell’Arte” si sono ritrovati per narrare poesie di alcuni scrittori del novecento: D’annunzio, Montale, Camus, giusto per citarne qualcuno. Il tutto diretto e coordinato dal Prof. Giuseppe De Rosis, amabile narratore, che grazie alle sue eccelse capacità lessicali, oltre che smisurata conoscenza nel campo letterario, tratta e racconta con estrema semplicità temi delicati come l’amore.

Quando si uniscono poesia, letteratura, musica e posti incantevoli, il successo è quasi sempre garantito. Nel suggestivo piazzale del castello ducale di Corigliano Rossano, dedicato a Mario Candido, domenica 25 Agosto “Gli amici dell’Arte” si sono ritrovati per narrare poesie di alcuni scrittori del novecento: D’annunzio, Montale, Camus, giusto per citarne qualcuno. Il tutto diretto e coordinato dal Prof. Giuseppe De Rosis, amabile narratore, che grazie alle sue eccelse capacità lessicali, oltre che smisurata conoscenza nel campo letterario, tratta e racconta con estrema semplicità temi delicati come l’amore.

Proprio sul tema dell’amore è incentrato quest’ultimo episodio della stagione estiva degli amici dell’arte e soprattutto sugli amori turbolenti, finiti, infinti e non corrisposti dei vari autori. Come quello di Cesare Pavese, poeta e scrittore che opta, in una stanza d’albergo, per il suicidio a seguito dell’ennesimo amore non ricambiato; o lo sconcertante racconto sul “Mintoauro” Picasso, cosi definito, che attirava facilmente nel suo “labirinto” le donne, tra cui la famosa fotografa Dora Maar, una storia d’amore fatta di piacere si, ma anche di sottomissioni e umiliazioni, un amore possessivo nei confronti della donna da parte del pittore spagnolo. Ed ancora Montale e la sua “Clizia” (Irma Brandeis) o l’amore infinito di Gorz nei confronti di Dorin Keir; tutte storie accompagnate dalle poesie degnamente recitate dagli interpeti presenti. Nell’alternarsi di poesie e racconti, a rendere ancora più meravigliosa la serata, ci ha pensato Gianfranco Ferrarese che grazie al suono magico del pianoforte è riuscito a coinvolgere l’intera platea con le note, di Vecchioni, Fossati, De Andrè e altri cantautori che hanno fatto la storia dell’intero scenario musicale italiano. Un connubio di musica e cultura dunque che, grazie all’organizzazione ed alla regia del Prof. Verardi, è riuscito per l’ennesima volta ad entusiasmare il pubblico presente.

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