Lasciamo stare Michel de Nostredame e le Profezie. Non ci voleva infatti l'astrologo francese per intuire che ci si sarebbe imbattuti presto in tutta una serie di episodi di allarme sociale. Lo abbiamo scritto e riscritto, nella completa indifferenza degli organi preposti e nel sempre più assordante silenzio delle istituzioni. Furti in diversi negozi, abitazioni estive occupate, risse e scazzottate in zone centrali di Schiavonea. Si cammina per strada col rischio di imbattersi in gruppi di stranieri ubriachi, in orari tutt'altro che da coprifuoco. Non si scopre l'acqua calda se si sottolinea come extracomunitari gestiscano lo spaccio di droga in diverse zone di Schiavonea. Sostanze stupefacenti di tipo leggero, contrattazioni velocissime e tanto traffico. Un business malavitoso da pochi investimenti, ma con numeri da capogiro, in un contesto forse a volte sottovalutato. Una delinquenza variegata, meno controllabile, che di fatto si è diffusa e pure tanto, in tutta Schiavonea. Rispetto alle grandi città vi è ancora quello spirito solidale e collaborativo classico dei piccoli centri. Anche un commento ad una ragazza viene ripreso energicamente dalla gente del posto, ma non è certamente un bel segnale la frequenza con la quale si assiste a tali atteggiamenti. Lascia con l'amaro in bocca poi vedere poca indignazione e tante visualizzazioni per i video che riprendono le sonore palate di questi giorni. Ubriachi che se le danno di santa ragione. Non si vive meglio a Corigliano scalo. Tra scippi, furti e risse. Contesto simile a Schiavonea, diffuso tra l'altro per tutto l'anno. Zone diventate ormai ritrovi abituali di gruppi di ragazzi dagli atteggiamenti tutt'altro che raccomandabili. Sui social come al solito ci si imbatte in ogni tipo di considerazione. Il cittadino esasperato magari vittima di un furto o di un danneggiamento, il sinistroide con la bandiera rossa sugli occhi che minimizza, il nostalgico che forse nemmeno troppo con cognizione incita alla violenza. C'è pure che punta il dito sulle speculazioni della politica, tra fondi, progetti e assistenza ed inclusione. Belle parole queste, che però spesso restano sui progetti e sulle note spese.