Articolo e foto di Cristiano Lifrieri 

Criminalità, scarsa illuminazione e strade fatiscenti. Avremmo potuto tranquillamente parlare anche di una sanità al collasso, ma ci limitiamo a narrare di altro, sapendo già a priori che, giustificazioni e scarica barili vari, ne cadrebbero a iosa sul tema. Andiamo con ordine. Da ormai tempo, è diventata routine apprendere, tramite gli organi di stampa, di auto incendiate. Non c’è quartiere in città, esente da tali episodi criminali: scalo coriglianese, scalo rossanese, schiavonea e Corigliano Centro. Persino nelle notti di coprifuoco e di pioggia abbondanti la città continua a bruciare, con l’ultimo episodio risalente allo scorso sabato in via Machiavelli, in pieno scalo coriglianese. Tematica illuminazione. Da ormai un anno, o poco più, va avanti la querelle sull’appalto dell’illuminazione pubblica. Sentenze su sentenze, ricorsi su ricorsi, processi in corso e nel frattempo i cittadini si trovano ad affrontare strade principali completamente al buio. Nei pressi dello scalo coriglianese, le vie adiacenti alla popolosa via Nazionale, compreso la villetta della Scuola Ariosto e quella adiacente alla scuola secondaria V. Tieri, sono da giorni privi di luce, con i cittadini costretti ad accendere la luminosità dei propri smartphone pur di non rischiare la propria incolumità. A Schiavonea, nei giorni post mareggiata, il lungomare è rimasto al buio mentre in C/da S. Lucia, dove le auto viaggiano anche a gran velocità, cresce la pericolosità dei viaggianti, in balia esclusivamente delle luci delle altre autovetture. Che si stia vivendo la più grande emergenza dal dopo guerra ad oggi è stato detto e più volte scritto. E’ doveroso concentrare l’attenzione su quella che è di fatto un’emergenza sanitaria destinata a durare ancora a lungo. Gli imprevisti straordinari però non devono distogliere l’attenzione da quelle che sono le criticità ordinarie ed i bisogni primari dei cittadini della terza città della Calabria. Terza solo per numero di abitanti e non certamente per la qualità di vita. Criticità che sembrano crescere a grande velocità e, cosa peggiore, sembrano diventare sempre più incontrollabili. Situazione strade. Per un mese circa, i cittadini coriglianesi si sono imbattuti sulla restrizione della carreggiata che collega lo scalo coriglianese al Villaggio Frasso. Scavi, semafori e talune volte una segnaletica obsoleta, allungavano vistosamente il tempo di percorrenza. Terminati i lavori, effettuata la solita e maldestra scaricata di asfalto solo su una corsia e strada rimasta priva di segnaletica orizzontale. Segnaletica orizzontale praticamente assente in quasi tutte le zone della città. Via Walt Disney e Via Fortunato Bruno, quest’ultima in pieno zona Gallo d’oro, sembrano uno scenario di guerra. Ultimo episodio, una transenna posta in via dei Pugliesi, la continuazione di Via Fontanelle. Arrivando da Via dei Martiri infatti, affinché si possa superare l’ostacolo, bisogna invadere completamente la corsia contraria, rischiando un frontale con chi proviene dal lato opposto, aggravato dalla leggera curva distante pochi metri dopo. Una città decisamente poco sicura. Problemi arcinoti e sempre esistiti in città, ma millantare un buon operato attraverso la comunicazione è fine a se stessi se, i bisogni primari dei cittadini, come la sicurezza, di fatto, sono assenti.