Dell'appena trascorsa vicenda elettorale il punto che più mi resta è la solitudine dei candidati. Sì, la solitudine.
La registravo, in verità, già da tempo, ma credo che abbia ora toccato il suo culmine.
Eppure, ognuno viaggiava col suo seguito d'auto ed ognuno trovava nella piazza prescelta una schiera di curiosi e di amici.
E, dunque? E, dunque, io ridico che, aldilà della scena, arricchita di cartelloni e di schermo, con tanto anche di applausi, lì, dietro un tavolo, con microfono in mano, lui, il candidato, mi è apparso solo. Ecco: tutto intorno, ad una certa distanza, il vuoto. Non c'era partito, non c'era passione, non c'era trepidazione d’una sognata vittoria o d’una temuta sconfitta.