Ne parlo con tranquillità, perché di tal peccato può darsi che mi sia macchiato anche io.
Se è accaduto, comunque in un tempo ormai lontano, ne faccio ammenda, assicurando di non subirne più la tentazione.
Parlo della ‘presunzione’, un peccato, che, poi, si accompagna a superbia e tracotanza.
Chi lo commette e non se ne libera presto, lo porterà con sé forse sempre, quasi come seconda pelle e neanche si accorgerà di diventare, pian piano, persona fastidiosa e sgradevole.