Domenica sera,  è stata scritta in Polonia, una grande pagina della storia del volley azzurro. Per la quarta volta l'Italia è diventata campione del mondo, battendo con merito in finale proprio la pluridecorata Polonia, campione in carica  e squadra di casa. Nonostante più di diecimila tifosi biancorossi pronti a spingere in modo colorato e corretto i padroni di casa polacchi, a salire sul gradino più alto del podio a fine serata è stata la banda di De Giorgi. Una squadra bella, spensierata, spettacolare e divertente. Uno dei trascinatori della formazione campione del mondo è stato proprio il nostro alfiere cittadino, il figlio di Calabria, Daniele Lavia. Lo schiacciatore rossanese, in forza nel Trento in superlega, ha disputato un mondiale straordinario. Non solo numeri da capogiro, ma anche una forza caratteriale fondamentale. Nonostante i suoi ventidue anni, Daniele si è dimostrato implacabile nei momenti più difficili delle varie gare, sfoderando colpi tecnicamente perfetti ed una tenuta mentale da vero big. Ieri tutta la delegazione azzurra è stata ricevuta dal presidente Mattarella in Quirinale, al termine dell'incontro Daniele Lavia si è lasciato andare alla classica ma non troppo dedica post vittoria : “Questa importantissima vittoria mondiale la dedico alla mia famiglia, a tutte le persone con le quali ho condiviso sacrifici, vittorie e soprattutto sconfitte. E' stato bellissimo vincere per l'Italia e concludere in bellezza questo faticoso ma esaltante torneo. Con ancora in mente le emozioni della finale sento di mandare un saluto a tutti i miei concittadini con la speranza di tornare al più presto per salutarli come meritano. So che c'è stato tanto tifo per noi ed in particolare per me, mai avuto dubbi, il posto da dove vieni ti resta sempre dentro e con la mia città ho sempre avuto un feeling particolare e sono certo che sarà sempre cosi”

Tornando alla gara , lo schiacciatore, che ha esordito in serie A2 con la maglia della Corigliano Volley quale terzo più giovane di sempre in assoluto, ha voluto sottolineare la forza del gruppo : “Siamo una grande squadra. Il singolo non va da nessuna parte. Abbiamo lottato e sofferto tutti insieme. E sono certo che questo nostro percorso non finirà qui. Abbiamo ancora tanta voglia di giocare, di divertirci e di aiutare la crescita del nostro sport. Queste vittorie sono una grande iniezione di fiducia per tutto il movimento e noi siamo fieri di farne parte e contribuire. Dopo l'Europeo il Mondiale, ma il bello è guardare subito avanti. Certo, siamo consapevoli di aver fatto gioire tantissimi tifosi, ma la mente tra poco sarà proiettata ai prossimi impegni”. Sui momenti di difficoltà durante la finale Lavia è chiaro : “Una finale mondiale è un momento nel quale bisogna restare sempre concentrati. Abbiamo saputo soffrire, reagendo dopo il primo set, nel quale abbiamo subito la loro rimonta. Volevamo vincere e ci siamo riusciti con grande merito giocando un'ottima pallavolo contro un avversario di caratura internazionale. Meglio di così”. A Corigliano Rossano entusiasmo alle stelle e tutti in attesa del ritorno del campione del mondo. Tutti tifosi di una ragazzo semplice, del quale scriviamo da anni ormai. Enfant prodige vero e proprio, sempre con disarmante semplicità. Un perfezionista, un atleta esemplare, un vero modello, e non sono frasi fatte. Lavia sta continuando il suo percorso di crescita con la testa sulle spalle, anche grazie ad una famiglia di sportivi e gente per bene. Domenica sera, di sfuggita, beccato dalle telecamere di Rai Uno, l'abbraccio a fine partita con papà Franco e mamma Sabrina. Lacrime ma nemmeno troppe, per una famiglia sostenuta da grandi ideali non solo sportivi.